Un Prunus cerasifera var. Pissardii nigra per Elsa Morante

In occasione della “Notte dei Ricercatori”, il 30 settembre 2022, nell’ambito della convenzione tra Università di Torino, Politecnico di Torino e Associazione weTree, e grazie alla donazione del Rotary Club Torino Nord Ovest, nel giardino dell’Orto Botanico dell’Università di Torino è stato messo a dimora un Prunus cerasifera var.Pissardii nigra, scelto per via del colore rosso dei suoi frutti e delle sue foglie, dedicato alla memoria della grande scrittrice Elsa Morante, prima donna a essere insignita del Premio Strega nel 1957 per il romanzo “L’Isola di Arturo”.

 

All’evento hanno partecipato la Professoressa Maria Lodovica Gullino dell’Università di Torino, socia fondatrice dell’Associazione weTree – il Professor Angelo Garibaldi – la Dottoressa Laura Guglielmone, curatrice dell’erbario dell’Orto Botanico – il Dottor Loïc Maurice Mingozzi, curatore dell’Orto Botanico – e Gianni Campi, Presidente Rotary Club Torino Nord-ovest.

Dedicato a

  • Elsa Morante è nata a Roma il 18 agosto del 1912.
     
    È stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice. Figlia di una maestra, Elsa Morante non frequentò la scuola elementare e imparò da sola a leggere e scrivere.
     
    Alla fine degli studi liceali andò a vivere per conto proprio ma, la mancanza di mezzi economici la costrinse ad abbandonare l’Università dove frequentava la Facoltà di Lettere.
     
    Negli anni ’30 si mantenne con la redazione di tesi di laurea, dando lezioni private di italiano e latino, e in seguito, collaborando a riviste e a giornali, tra cui il «Corriere dei Piccoli».
     
    Tra il 1939 e il 1941 lavorò costantemente per il settimanale «Oggi».
     
    Nel 1936 conobbe, tramite il pittore Giuseppe Capogrossi, Alberto Moravia che sposerà nel 1941. Nello stesso anno viene pubblicato anche il suo primo libro, Il gioco segreto, in cui è raccolta una piccola parte della vasta produzione narrativa destinata ai giornali; mentre l’anno successivo appare il libro di fiabe Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, illustrato della stessa Morante. Le sue personali e familiari inquietudini, il suo appassionato gusto della finzione emergono già nel Diario, redatto dal 19 gennaio al 30 luglio 1938, pubblicato solamente nel 1990.
     
    Con Moravia vive prima ad Anacapri e poi a Roma, in un piccolo appartamento in via Sgambati, dove nel 1943 inizia a scrivere il suo primo romanzo Menzogna e sortilegio, interrompendone tuttavia la stesura per seguire il marito, indiziato di antifascismo, sulle montagne di Fondi, in Ciociaria. Nell’estate del ’44 ritorna a Roma, ma intanto il suo complicato e difficile rapporto con Moravia alterna momenti di comunicazione intensa ad altri di distacco e malessere. In Elsa Morante, infatti, il bisogno di autonomia contrasta con una forte esigenza di protezione e di affetto.
     
    Nel 1948, dopo un primo viaggio in Francia e in Inghilterra, esce Menzogna e sortilegio, con cui vince il Premio Viareggio. Moravia e la Morante, con il migliorare della loro situazione economica, si trasferiscono in un attico in Via dell’Oca, che ben presto diverrà uno dei più frequentati ritrovi del mondo intellettuale romano. Nei primi anni ’50, la Morante tiene un nuovo diario, che presto interrompe. Collabora con la Rai, viaggia, scrive il racconto Lo scialle andaluso e lavora alla redazione del suo secondo romanzo L’isola di Arturo, che esce con notevole successo nel 1957, vincendo il Premio Strega. Subito dopo visita con una delegazione culturale l’Unione Sovietica e la Cina. Nel 1959, durante un viaggio negli Stati Uniti, conosce il giovane pittore newyorkese Bill Morrow, con cui instaura un’intensa amicizia. Nel 1960, pur non abbandonando la residenza coniugale e il proprio studio ai Parioli, si trasferisce in un appartamento tutto per sé in Via del Babuino. Viaggia con Moravia in Brasile e l’anno successivo, insieme anche a Pasolini, si reca in India. Nel 1962 si separa definitivamente dal marito e vive la tragica esperienza della morte dell’amico Bill Morrow, precipitato nel vuoto da un grattacielo. Gli anni successivi sono assai drammatici per la Morante, che pur continuando a viaggiare (in Andalusia, in Messico, nel Galles), appare tormentata dall’ossessione della morte del suo giovane amico e dalla minaccia della vecchiaia. Non solo, ma nella conferenza del 1965 Pro e contro la bomba atomica (uscita da Adelphi nel 1987) e nelle poesie de Il mondo salvato dai ragazzini (1968), si rileva anche una nuova forte inquietudine per i pericoli che minacciano l’umanità insieme ad un nuovo desiderio di intervento sul mondo. Nel 1974 esce, ottenendo un immenso successo popolare, ma suscitando diverse polemiche e riserve, il suo terzo romanzo La storia. Nel 1976 inizia la stesura del suo ultimo romanzo Aracoeli, che porterà a termine e pubblicherà solamente nel 1982, essendosi fratturata nel 1980 un femore. Dopo aver subito un intervento chirurgico, trascorre gli ultimi anni di vita a letto, non potendo più camminare. Nell’aprile del 1983 tenta il suicidio aprendo i rubinetti del gas, ma viene salvata da una domestica. Dopo un nuovo intervento chirurgico rimane in clinica, a Roma, dove muore d’infarto il 25 novembre del 1985.